ELENCO SEDI

Le sedi di esami di Stato di abilitazione all’esercizio professionale di Architetto | Pianificatore | Paesaggista | Conservatore | Architetto iunior | Pianificatore iunior, sono le seguenti:

BARI (Politecnico)  CAGLIARI – CAMERINO – CATANIA (SIRACUSA) – CESENA (università di Bologna)  FERRARA – FIRENZE – GENOVA – MATERA – MILANO (Politecnico)  NAPOLI (Università “Federico II”) – NAPOLI II (Aversa)  PALERMO – PARMA – PERUGIA – PESCARA (Univiversità “G. D’Annunzio”)  ROMA “La Sapienza”  REGGIO CALABRIA – SASSARI – TORINO (Politecnico)  TRIESTE – VENEZIA (Istituto di Architettura).

Le sedi di esami di Stato di abilitazione all’esercizio professionale di ingegnere e ingegnere iunior sono le seguenti:

ANCONA – BARI (Politecnico) BENEVENTO (Univ. del Sannio) – BERGAMO – BOLOGNA – BRESCIA – CAGLIARI – CAMERINO (settore Ingegneria dell’informazione) – CAMPOBASSO (Univ. Del Molise) – CASSINO – CASTELLANZA ( VA ) Lib. Univ. C. Cattaneo – CATANIA – COSENZA (Univ. della Calabria) – FIRENZE – GENOVA – L’AQUILA – LECCE – MESSINA – MILANO (Politecnico) MILANO BICOCCA (settore ingegneria dell’informazione) – MODENA – NAPOLI (Univ. Federico II) – NAPOLI (II Università) – PADOVA – PALERMO – PARMA – PAVIA – PERUGIA – PISA – POTENZA (Univ. della Basilicata) – REGGIO CALABRIA – ROMA ‘La Sapienza’ – ROMA ‘Tor Vergata’ – ROMA TRE – ROMA ( Campus Bio-Medico) – SALERNO – TORINO (Politecnico) – TRENTO – TRIESTE – UDINE – VENEZIA” Ca’ Foscari” (settore ingegneria dell’informazione).

Si rimanda ai siti web delle singole facoltà, facilmente reperibili sui principali motori di ricerca, per le informazioni relative ai costi d’iscrizione, alla diversa organizzazione d’esame e alle tematiche svolte nelle sessioni precedenti.

Note generali,valide per tutte le sedi menzionate: testi e materiale consultabile durante la prova pratica sono a discrezione delle commissioni, che variano ogni due sessioni; normalmente ammessi il Manuale dell’Architetto o altri manuali professionali e testi di legge non commentati. Non sono ammesse apparecchiature elettroniche, computer e l’uso di telefoni cellulari.

RIFERIMENTI LEGISLATIVI – MODALITÀ D’ESAME – VOTAZIONI

L’esame di stato è disciplinato, in relazione all’ordinamento universitario, dai seguenti dettati legislativi successivi:

– VECCHIO ORDINAMENTO(tutti gli ordinamenti antecedenti al D.M. 509/1999)
– D.M. 9 settembre 1957 Approvazione del regolamento sugli esami di Stato di abilitazione all’esercizio delle professioni.

Il D.M. 9 settembre 1957 recita, tra l’altro, che “le prove debbono essere intese ad accertare l’organica preparazione di base del candidato nelle discipline in cui la conoscenza è necessaria per l’esercizio della professione ed a saggiare, in concreto, la sua capacità tecnica in vista dell’adeguato svolgimento delle attività professionali”.
Fissa inoltre i dettami relativi alla prova grafica e prova orale per Architetti attraverso la seguente dicitura: “Gli esami di abilitazione all’esercizio della professione di architetto per i candidati che posseggono la laurea in architettura, consistono in una prova estemporanea grafica ed in una prova orale. La prova grafica consiste nello svolgimento di un tema o progetto elementare di architettura a scelta del candidato tra due o tre proposti dalla Commissione. La prova orale consiste in una discussione sugli elaborati della prova grafica”.
Nella pratica l’esame, per V.O. fino a tutto il 2011, salvo ulteriori probabili proroghe, consiste in una prova grafica e una successiva prova orale. – NUOVO ORDINAMENTO (lauree disciplinate dal D.M. 509/1999 e succ.) – D.P. R 328/01 Modifiche ed integrazioni della disciplina dei requisiti per l’ammissione all’esame di Stato e delle relative prove per l’esercizio di talune professioni, nonché della disciplina dei relativi ordinamenti.
Il DPR 328/01nella parte relativa alle modalità d’esame, recita che l’esame di Stato per l’iscrizione alla sez A e’ articolato nelle seguenti prove:
a) per l’iscrizione nel settore “architettura”:
1) una prova pratica avente ad oggetto la progettazione di un’opera di edilizia civile o di un intervento a scala urbana;
2) una prova scritta relativa alla giustificazione del dimensionamento strutturale o insediativo della prova pratica;
3) una seconda prova scritta vertente sulle problematiche culturali e conoscitive dell’architettura;
4) una prova orale consistente nel commento dell’elaborato progettuale e nell’approfondimento delle materie oggetto delle prove scritte, nonche’ sugli aspetti di legislazione e deontologia professionale;
b) per l’iscrizione nel settore “pianificazione territoriale”:
1) una prova pratica avente ad oggetto l’analisi tecnica dei fenomeni della citta’ e del territorio o la valutazione di piani e programmi di trasformazione urbana, territoriale ed ambientale;
2) una prova scritta in materia di legislazione urbanistica;
3) una discussione sulle materie oggetto della prova scritta e pratica, nonche’ sugli aspetti di legislazione e deontologia professionale;
c) per l’iscrizione nel settore “paesaggistica”:
1) una prova pratica avente ad oggetto le tematiche paesaggistiche ed ambientali;
2) una prova scritta su temi di cultura ambientale e paesaggistica;
3) una discussione sulle materie oggetto della prova scritta e pratica, nonche’ sugli aspetti di legislazione e deontologia professionale;
d) per l’iscrizione nel settore “conservazione dei beni architettonici e ambientali”:
1) due prove scritte su temi di cultura e tecnica della conservazione;
2) una discussione sulle materie oggetto delle prove scritte, nonche’ sugli aspetti di legislazione e deontologia professionale.
Per l’iscrizione alla sez B l’esame e’ articolato nelle seguenti prove: a)per il settore “architettura”:
1) una prova pratica consistente nello sviluppo grafico di un progetto esistente o nel rilievo a vista, e nella stesura grafica di un particolare architettonico;
2) una prova scritta avente ad oggetto la valutazione economico-quantitativa della prova pratica;
3) una seconda prova scritta consistente in un tema o prova grafica nelle materie caratterizzanti il percorso formativo;
4) una prova orale nelle materie oggetto delle prove scritte, e in legislazione e deontologia professionale;
b) per il settore “pianificazione”:
1) una prova pratica avente ad oggetto l’analisi tecnica dei fenomeni della citta’ e del territorio o la valutazione di piani e programmi di trasformazione urbana, territoriale ed ambientale;
2) una prova scritta vertente sull’analisi e valutazione della compatibilita’ urbanistica di un’opera pubblica;
3) una seconda prova scritta consistente in un tema o prova grafica nelle materie caratterizzanti il percorso formativo;
4) una prova orale nelle materie oggetto delle prove scritte e in legislazione e deontologia professionale.

Per il N.O. vi sono interpretazioni diverse delle modalità d’esame di stato da parte delle singole commissioni A titolo esemplificativo nella prima sessione del 2011 le modalità prescelte nelle varie sedi sono state:
una prova grafica e una prima prova scritta, svolte il primo giorno; il giorno successivo o comunque entro una settimana, tutti i candidati hanno svolto la seconda prova scritta, normalmente vertente un tema di cultura generale legato alla professione, alla normativa o ad aspetti tecnici; successiva correzione generale e, se raggiunta la sufficienza su tutte e tre le prove, ammessi all’orale (es. Milano ).
Una prova grafica e una prima prova scritta, svolte il primo giorno, successivamente dopo un periodo che è variato tra una settimana e oltre due mesi, previa correzione di quanto fatto il primo giorno, ammissione alla seconda prova scritta; correzione della seconda prova e, per chi sufficiente, ammissione alla prova orale (es. Firenze – Aversa) prova grafica, prima e seconda prova scritta svolte tutte nello stesso giorno; uccessivamente, dopo la correzione, per gli ammessi la prova orale (es. Ferrara – Parma).
Come ulteriore precisazione, in quasi tutte le sedi escono da due a quattro temi a scelta dei candidati, relativi a progetti architettonici, urbanistici e, più raramente di restauro.  però anche accaduto che, in alcuni casi e in alcune annualità (Aversa-Parma) su più temi proposti, attraverso estrazione ad inizio della prova, i candidati hanno avuto un unico tema su cui cimentarsi nella prova grafica/scritta, senza alternative tra aree tematiche diverse.

Criteri di votazione
Vecchio ordinamento: in ogni prova bisogna raggiungere la votazione minima di 30/50 Il voto finale è la somma delle due prove, espresso quindi minimo in 60/100, massimo 100/100 Nuovo ordinamento: in ogni prova bisogna raggiungere la votazione minima di 30/50 Il voto finale è la somma delle quattro prove, espresso quindi minimo in 120/200, massimo 200/200 In alcune sedi in alternativa a quanto sopra, per uniformare la votazione dei V.O. e N.O., viene fatta la media delle prove grafiche e scritte, sommata poi alla votazione orale.

Composizione commissioni esaminatrici
Estratto del D.M. 9 settembre 1957 “Per gli esami di abilitazione all’esercizio della professione di architetto ogni Commissione è composta del presidente e di quattro membri appartenenti alle seguenti categorie:
a) professori universitari di ruolo, fuori ruolo o a riposo e professori incaricati;
b) liberi docenti;
c) funzionari tecnici con mansioni direttive in enti pubblici o Amministrazioni statali;
d) professionisti iscritti all’Albo con non meno di quindici anni di lodevole esercizio professionale.

LEGGENDE METROPOLITANE

L’esame di stato sarà eliminato a breve
Essendo l’esame di stato per alcune professioni riportato sulla Costituzione Italiana (art. 33 comma 5), per eliminarlo vi è bisogno di una modifica costituzionale, di non semplice attuazione (maggioranza superiore a due terzi nei due rami del Parlamento, o, in caso di maggioranza semplice, ratifica tramite referendum popolare).
L’esame di stato non esiste nel resto d’Europa
Ogni nazione europea ha una normativa differente in ordine all’accesso universitario e al mondo del lavoro; in alcune nazioni, a fronte di un numero chiuso rigido e di una più chiara normativa sulle specifiche professionali dei vari operatori del processo urbanistico/edilizio, non esiste l’esame di stato (Spagna, Francia, Olanda, Paesi scandinavi); in altre esiste solo il tirocinio (Belgio, Germania); in alcune oltre all’esame di stato vi è un periodo di praticantato che varia dai sei mesi ai tre anni (Austria, Ungheria).

Gli ordini esistono solo in Italia
Anche in questo caso gli ordinamenti nazionali europei hanno sistemi differenziati con, in alcuni casi ordini professionali simili a quello italiano (Francia, Austria, Belgio, Germania, Inghilterra), in altri collegi (Spagna), altri ancora attività libera (Svezia, Irlanda, Finlandia, Danimarca).

Non correggono tutti i temi dal momento che elaborati simili hanno esiti diversi
Le modalità d’esame, così come la correzione degli elaborati, sono disciplinate dal D.M 9 settembre 1957, che modifica e integra il R.D. 4 giugno 1938, n. 1269. Come molto spesso avviene, è alla discrezionalità del presidente di commissione fissare le regole di correzione e probabilmente tre sono le diverse modalità nelle procedure giudizio, con, in alcuni casi, livelli di discrezionalità tali da ingenerare l’erronea impressione che alcuni temi non siano stati corretti:
– Un primo caso prevede che tutta la commissione riunita corregga collegialmente tutti i temi; in questo caso c’è una buona uniformità di giudizio.
– In un secondo caso, specie nelle sedi ove è abbastanza ricorrente una continuità di macro tematiche( ad esempio a Milano esce quasi sempre un tema urbanistico, un tema progettuale e un tema di recupero), spesso i compiti vengono suddivisi per tipologia di tema e all’interno della commissione viene identificato l’esperto di ogni tematica che correggerà tutti i temi con lo stesso oggetto; anche in questo caso si ottiene una buona uniformità di giudizio della prova grafica
– Un terzo caso, infine, prevede che, con estrema casualità i temi svolti vengano suddivisi tra i commissari e ognuno, di sua sponte, decida, sulla base delle sue conoscenze e dei suoi gusti, come giudicare i progetti che deve correggere; in questo caso può capitare che progetti con stesse caratteristiche siano giudicati positivamente o negativamente, con conseguente mancata ammissione all’orale, a seconda di chi li ha corretti.

A queste considerazioni va aggiunto il fatto che nelle procedure di correzione i commissari non sono obbligati ad utilizzare “penna rossa e blu” di antica memoria per evidenziare errori sugli elaborati, ma solo a redigere un verbale con le motivazioni di esclusione; quindi se gli elaborati non presentano segni particolari, ciò non significa che gli stessi non siano stati corretti. E se si accettano le tre ipotesi di modalità sopra riportate, che si basano su dati oggettivi osservati in 17 anni di attività formativa, ecco che a tutte le storture denunciate si può provare a dare una spiegazione logica. Ciò chiaramente non vuole giustificare la terza modalità eccessivamente soggettiva, anzi si auspica che venga maggiormente oggettualizzato l’esame, le sue procedure, le tematiche e i metri di giudizio.

Superano l’esame solo i raccomandati
Per quel che riguarda la presenza di raccomandati, questi ci sono sempre stati in Italia, però pensare che tutti i promossi siano raccomandati è semplicemente ridicolo. Portando a riprova l’esperienza formativa svolta in questi anni, i nostri studenti si sono sempre distribuiti in tutte le sedi d’Italia e le percentuali di successo, per chi si prepara in maniera specifica sono sempre state totalmente diverse di quelle generali.

Passato lo scritto, l’orale è una formalità
Anche questa è una diceria che si basa su analisi superficiali. Ogni anno le commissioni d’esame cambiano, e di conseguenza variano temi, modalità di correzione e argomenti trattati nella prova grafica, nelle prove scritte del Nuovo Ordinamento e nella prova orale. Si deve tenere conto inoltre che, comunque, la dicitura in alcuni casi presentata ai candidati ammessi, che recita “la prova orale verterà sulla discussione del progetto svolto” non esime dall’affrontare tutti gli argomenti che ruotano intorno all’oggetto del tema (tecnologia, struttura, procedure urbanistiche ed edilizie atte alla realizzazione, attività professionale dell’architetto abilitato, la progettazione e la realizzazione con committente privato e pubblico, la deontologia professionale, gli onorari, ecc). Sarà poi compito della commissione decidere cosa affrontare nella discussione e con che livello di approfondimento. Si tenga altresì conto che un giudizio di ammissione molto buono tende chiaramente, in alcuni casi, a rendere l’orale meno articolato e complesso di un’ammissione appena sufficientezio professionale.

CONSIGLI UTILI

1. fondamentale la presentazione grafica, se il progetto è illeggibile, non può essere capito e corretto;

2. attenzione nel fare scelte progettuali che si rifacciano a scuole di architettura o stili invisi alla commissione insediata;

3. fare scelte progettuali gradevoli, sostenibili, economiche e realizzabili;

4. spesso si è ammessi all’orale con riserva, a causa della insufficienza degli elaborati; importante quindi aver analizzato prima della prova orale quanto fatto nella prova grafica e nelle prove scritte, per essere pronti a giustificare e/o correggere eventuali errori e omissioni.